Se un tempo la Tunisia viveva colpita da un regime ostico seppur liberale sotto certi aspetti, oggi le cose sono decisamente cambiate. Situazione sempre più palpabile, così come riferito da numerose agenzie di stampa nei giorni scorsi, è quella secondo la quale le donne tunisine non potranno più prendere il sole in bikini sulle spiagge libere, una condizione che per alcuni potrà apparire poco rilevante, ma che in un paese molto vicino all’occidente come lo è la Tunisia può davvero essere nota di profondo regresso.
Giovani donne, infatti, si vedono sempre più costrette ad indossare una mise assolutamente inadeguata per andare la mare sulle spiagge tunisine libere, in quanto gruppetti di salafiti barbuti pattugliano il litorale a “caccia” di coloro che, come libertà imporrebbe, prendono il sole tranquillamente in due pezzi, così come è sempre stato concesso negli ultimi anni. Ma la nuova tendenza politica del momento spinge i salafiti a boicottare in malo modo le donne che si abbigliano con un bikini, non solo fermandosi alle parole forti e alle offese, ma in molti casi passando alle mani.
Tollerate per i salafiti sono solo coloro che indossano un velo integrale, col quale le donne sono costrette anche a fare il bagno: solo così, secondo il gruppo estremista, le ragazze sarebbero al sicuro da potenziali aggressioni di natura sessuale ai propri danni. Una scusa che fa acqua da tutte le parti e che, invece, ben si pone come il riflesso delle costumanze praticate in Arabia Saudita, condizione ai quali i salafiti si ispirano in modo molto evidente.